Il tesoro di Montecristo: tra Dumas, San Mamiliano e l’isola del Giglio

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Dove c’è un’isola, quasi inevitabilmente, ci sono storie di pirati. E le storie sui tesori nascosti fioriscono proprio dove le razzie dei pirati sono state più devastanti. Come nel caso dell’isola del Giglio. Come racconta la leggenda del tesoro di Montecristo.

Del tesoro dell’isola di Montecristo se ne parla già nel Cinquecento. Secondo questa parte della leggenda, il tesoro fu nascosto nella grotta di San Mamiliano da alcuni monaci del potente monastero di San Mamiliano che volevano proteggerlo dalle scorrerie di Dragut il Corsaro. La grotta esiste davvero, si trova sotto i resti di un antico eremo.

Alexandre Dumas si ispirò a questa leggenda per il grande tesoro citato nel suo romanzo, Il conte di Montecristo. Tesoro appartenuto alla famiglia Spada e che sarebbe stato nascosto, appunto, in una grotta dell’isola di Montecristo.

A questo punto, potrebbe sorgere una domanda legittima: cosa c’entra l’isola del Giglio con il tesoro di Montecristo? In realtà, ci sarebbero almeno due collegamenti:

  • San Mamiliano è il patrono dell’isola del Giglio. Questo indica che tra il santo e l’isola c’è uno stretto legame.
  • Seconda un’altra leggenda, San Mamiliano approdò sull’isola del Giglio e dovette sconfiggere un feroce drago. Sembra che un grande tesoro fu ricavato dall’uccisione di tale drago.

Non è detto che le due leggende siano collegate. Così come non è detto che quella del tesoro di Montecristo sia soltanto una bella storia. Una cosa è certa: pirati, cavalieri, nobili signori e comuni cittadini hanno cercato qual favoloso tesoro nei secoli. Invano, a quanto pare.

 

Fonte immagine: Flickr.com/photos/caterina83

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