Pirati e patrizi: 4 tappe per raccontare la storia dell’isola del Giglio

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Una terra antica, abitata da ricchi patrizi, saccheggiata dai pirati, meta e approdo di navi e marinai, possedimento dei Medici e dei Pisani: l’isola del Giglio più vantare una storia antica. Una storia che può essere raccontata in quattro tappe fondamentali.

  1. Età del Ferro. L’isola del Giglio fu abitata già in questo periodo. Successivamente, con molta probabilità divenne una base militare etrusca.
  2. L’Antica Roma. L’isola del Giglio visse il suo momento di massimo splendore sotto il dominio della ricca famiglia dei Domizi Enobarbi, che costruirono una sfarzosa villa. È sempre in questo periodo che l’isola divenne un fondamentale scalo marittimo per gli scambi tra le province: ne sono testimonianza i numerosi relitti rinvenuti nelle sue acque.
  3. In epoca medievale. Comincia uno dei momenti più travagliati dell’isola, dominata da diverse famiglie dell’Italia centrale fino a quando, nel 1264, divenne possedimento del governo pisano fino al 1406.
  4. I pirati. Nei secoli successivi l’isola del Giglio subì diverse dominazioni, tra cui quella dei Medici di Firenze dagli inizi del XV secolo. E dovette subire la devastante incursione del pirata Khair ad-Din detto il Barbarossa, che nel 1544 saccheggiò l’isola, uccise chiunque gli si opponesse e ridusse in schiavitù circa settecento gigliesi. Ripopolata dai Medici, gli attacchi dei pirati saraceni all’isola del Giglio continuarono fino alle fine del Settecento.

Cominciò così un periodo molto tranquillo nella storia dell’isola del Giglio, che favorì la viticoltura e segnò l’inizio dello sfruttamento minerario del sottosuolo dell’isola. Fino ad arrivare al 1962: con la chiusura della miniera di pirite ebbe inizio la “fase turistica” dell’isola del Giglio.

 

Fonte immagine: Flickr.com/photos/gioanola

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