Isola del Giglio a tappe #6: un’escursione verso il faro delle Vaccarecce

isola del Giglio a tappe: faro delle Vaccarecce

L’isola di Giannutri, con la sua natura a tratti selvaggia, vi è piaciuta. Dopo una notte di riposo, è tempo di ricominciare il viaggio a tappe lungo l’isola del Giglio: ad attendervi c’è il faro delle Vaccarecce.

  • La storia. L’inaugurazione del faro risale al 1850. Ben presto, quando si capì che era inadeguato per svolgere la sua funzione, furono costruiti altri due fari, il faro del Fenaio (a nord dell’isola) e il faro di punta di Capel Rosso (a sud dell’isola). Il faro delle Vaccarecce è costituito da un corpo centrale a pianta rettangolare sul quale si eleva una torre a sezione ottagonale.
  • Il “faro degli innamorati”. Qui bisogna fare una precisazione. Per l’ormai famosa scena nel faro presente nel romanzo Scusa ma ti chiamo amore, lo scrittore Federico Moccia s’ispirò proprio al faro delle Vaccarecce, sia per la forma sia per la location nella quale si trova. Da allora, quello delle Vaccarecce è conosciuto con il soprannome di “faro degli innamorati”.
  • Dove si trova. L’antico faro delle Vaccarecce si trova su un’altura a nord dell’abitato di Giglio Castello. C’è un sentiero che, inerpicandosi tra le alture, porta fin lì.
  • Dormire in un faro. È il sogno di molti viaggiatori e, forse, presto sarà possibile esaudirlo proprio sull’isola del Giglio. Nel 2015, dopo dieci anni di abbandono, il faro delle Vaccarecce è stato acquistato da un giovane stilista toscano residente a Parigi. Tra i vari progetti di riqualificazione, c’è proprio quello di trasformarlo in una struttura ricettiva.

 

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Fonte immagine: Flickr.com/photos/gioanola

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